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Tearhemp COMPLEX plus3 DNG1500 Full Spectrum (10ml)

  • CBD 15%
  • CBG 3%
Olio di Canapa FULL SPECTRUM. Un prodotto innovativo 100% biologico estratto senza l’uso di solventi.

Formato 10ml


 

78,40 

Disponibile

Tearhemp COMPLEX plus3 DNG1500 Full Spectrum (10ml)

78,40 

CBD 15% in olio di canapa con CBG e CBN Fitocomplesso Prodotto di CANAPA SATIVA L. ricco in fitocomplesso PLUS3 in olio di semi di canapa Biologico certificato, ad assorbimento rapido. Aroma intenso erbaceo. Tearhemp Complex plus 3 DNG 1500  è ricco di terpeni, flavonoidi, stilbenoidi, omega 3/6, vitamine del gruppo B ed E.

Biologico Certificato. Tearhemp Complex DNG 15% in olio di canapa Full Spectrum è un prodotto limpido, trasparente, privo di residui (no cere, no grassi vegetali, no clorofille, ecc.), dal sapore deciso, erbaceo. La presenza di THC funge da attivatore naturale delle proprietà benefiche del CBD. Adatto a chi cerca un olio di CBD full spectrum con una maggiore quantità di fitocomplesso, terpeni e flavonoidi Tearhemp® è un integratore energetico ricco di Omega 3, amminoacidi e vitamine.

Valori THC 0,08% 100% PRIVI DI EFFICACIA DROGANTE

Prodotti titolati con quantità specifiche di cannabinoidi secondo le le indicazioni della normativa italiana vigenti “privi di efficacia drogante”.

Se avete bisogno di ottenere il massimo dalle proprietà benefiche del CBD, scegliete un olio di CBD Full SPECTRUM. Cosa significa full spectrum? Vuol dire che durante la fase di estrazione del CBD dalla canapa sativa, vengono estratti anche il fitocomplesso, terpeni, flavonoidi e altri cannabinoidi che, in combinazione con il CBD, ne potenziano l’effetto benefico. Questo potenziamento combinato dell’effetto benefico viene chiamato “effetto entourage”: cooperazione. Questo si evince dagli studi fatti sulle proprietà benefiche dei cannabinoidi. Ogni componente dell’estratto potenzia i propri benefici lavorando in sinergia con gli altri elementi. Il tutto è più della somma delle sue parti.

Da una accurata selezione e disponibile in varie percentuali, la linea CBD COMPLEX in olio di semi di canapa presente nel nostro punto vendita proviene da coltivazione biologica e certificata

COMPLEX perché racchiude tutte le proprietà del fitocomplesso della pianta, ovvero l’insieme dei suoi principi attivi:

  • FITOCANNABINOIDI come il cannabidiolo, più noto come CBD, il cannabigerolo, più noto come CBG, il tetraidrocannabinolo, più noto come THC (0,18% privo di efficacia drogante) solo per citare i più conosciuti
  • FLAVONOIDI
  • TERPENI
  • VITAMINA B2, VITAMINA B12, VITAMINA E, OMEGA 3, OMEGA 6

Il CBD, o cannabidiolo è uno tra gli oltre 100 fitocannabinoidi finora identificati nella pianta della cannabis, il secondo componente in ordine di abbondanza dopo il THC e che, a differenza di quest’ultimo, non ha effetti psicoattivi. Non provoca quindi stordimento e non influisce sull’attività cerebrale e sulle funzioni cognitive. In più le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, analgesiche, anticonvulsivanti, antiemetiche e muscolo-rilassanti alimentano continuamente la ricerca medico-scientifica e lo sviluppo di nuovi prodotti e nuove formulazioni. Il consumo di CBD coinvolge attualmente uno spettro abbastanza variegato di utenti finali:

  • chi ne fa un uso quotidiano come integratore alimentare,
  • chi lo utilizza con finalità terapeutiche nel trattamento di diverse patologie.

CBD e legge italiana
𝐓𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐞 𝐥’𝐨𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐛𝐝, 𝐨𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐧𝐚𝐛𝐢𝐝𝐢𝐨𝐥𝐨, 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐩𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐩𝐞𝐟𝐚𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢.

Il Consiglio di Stato, in sede cautelare, ha accolto il ricorso proposto da alcune imprese del settore della canapa industriale, sospendendo l’esecutività della sentenza del Tar del Lazio che aveva ritenuto legittimo il decreto del ministero della Salute sull’inserimento del Cannabidiolo (Cbd) nella tabella dei medicinali stupefacenti. Il Consiglio di Stato ha però ritenuto sussistenti i presupposti per la concessione della tutela cautelare, riconoscendo, in particolare, il grave pregiudizio economico e occupazionale che l’immediata esecuzione della sentenza avrebbe determinato per le aziende ricorrenti e ravvisando la necessità di un più approfondito esame delle censure sollevate in sede di merito, anche con riferimento ai profili di diritto costituzionale ed eurounitario.

L’efficacia della decisione del Tar è stata pertanto sospesa e il giudizio è stato rinviato all’udienza pubblica di merito, fissata per il 7 maggio 2026. “Il provvedimento del Consiglio di Stato consente alle imprese di proseguire l’attività nelle more del giudizio e rappresenta un primo, significativo riconoscimento della fondatezza delle criticità giuridiche sollevate in relazione all’uso del principio di precauzione e alla disciplina normativa applicabile al cannabidiolo” dichiarano gli avvocati Giuseppe Libutti, Sergio Santoro Michele Trotta e Giacomo Bulleri.

Ora il Consiglio di Stato riammette le vendite senza ricetta, considerando “le esigenze di continuità aziendale e occupazionale” delle imprese del settore, poiché il “pregiudizio economico” è evidente. Insomma, i provvedimenti del governo rischiano di mettere in ginocchio un settore da 30mila lavoratori, 150 milioni di gettito fiscale e un fatturato di 500 milioni l’anno.

L’informazione prima di tutto, il CBD non è uno stupefacente!

Un’ ordinanza emessa il 16 gennaio 2024 dal Tar del Lazio precisava che il CBD non è illegale. Anche allora l’ordinanza aveva accolto la richiesta del Ministero della Salute di rinviare la decisione della causa riguardante l’annullamento del Decreto 28.10.2020, che prevedeva l’inserimento delle composizioni ad uso orale di CBD nella sezione B della tabella dei medicinali. Precedentemente, il 26 ottobre 2023, il Tar del Lazio, aveva confermato la sospensione del Decreto del 7 agosto 2023, che avrebbe voluto trattare il CBD come una sostanza stupefacente e illecita. La nuova udienza era stata fissata per il 16 gennaio 2024. Il 16 Gennaio 2024 la decisione è stata posticipata al 24 settembre 2024. Il Tar ha espresso diverse perplessità sulla motivazione del decreto che “appare priva della richiesta integrazione istruttoria e non sufficientemente chiara in ordine al profilo degli accertati concreti pericoli di induzione di dipendenza fisica o psichica“.

La decisione del Tar sottolinea l’insensatezza e l’antigiuridicità del Decreto nonché l’importanza di rispettare la normativa comunitaria europea e salvaguardare gli attori italiani presenti nella filiera.

CBD in Italia: chi ne paga le conseguenze?

Il mercato della cannabis light in Italia genera circa 150 milioni di euro l’anno e impiega più di 40.000 persone. Dall’entrata in vigore del decreto sicurezza del 4 aprile 2025 ci saranno notevoli danni economici ma anche sociali se pensiamo ai posti di lavoro. Tutte le aziende che hanno investito in coltivazione, produzione, trasformazione e commercializzazione del CBD pagheranno in un modo o nell’altro il peso di questo decreto. Questa grande filiera, che non può restare invisibile, ha letteralmente costruito il mercato del CBD, generando un utile importante per il paese e dando lavoro a tante realtà diverse, anche e soprattutto a realtà locali a basso reddito o a giovani imprese formate da under 35.

Il CBD e la posizione dell’Unione Europea

Dall’Europa arrivano segnali incoraggianti: come riportano diverse testate, lo scorso 17 marzo, la Commissione per le petizioni del Parlamento europeo (Peti) ha esaminato una proposta avanzata da Mattia Cusani, presidente dell’associazione Canapa Sativa Italia. Il testo sottoposto all’attenzione dei commissari sostiene che limitare attività come la trasformazione, il trasporto e la commercializzazione dei fiori di canapa potrebbe violare i principi del diritto dell’Unione europea.

L’Unione Europea ha preso posizione a favore del CBD in diverse occasioni, come per la sentenza “Kanavape” (C-633/18) della Corte di Giustizia Europea. In tale occasione i giudici europei hanno stabilito che “Uno Stato membro non può vietare la commercializzazione del Cannabidiolo (CBD) legalmente prodotto e commercializzato in un altro Stato membro, qualora sia estratto dalla pianta di Cannabis sativa nella sua interezza e non soltanto dalle sue fibre e dai suoi semi” e che eventuali provvedimenti restrittivi a tutela della salute pubblica devono basarsi su “dati scientifici disponibili” e non su “considerazioni puramente ipotetiche”.

In quell’occasione, la Corte ha precisato che un’interpretazione della Convenzione Unica degli Stupefacenti che implichi la classificazione del CBD come stupefacente “sarebbe contraria allo spirito generale di tale Convenzione e al suo obiettivo di tutelare “la salute fisica e psichica dell’umanità” in quanto“ allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, di cui è necessario tener conto, a differenza del tetraidrocannabinolo (comunemente noto come THC), anch’esso un cannabinoide ottenuto dalla canapa, il CBD in questione non risulta avere effetti psicotropi né effetti nocivi per la salute umana”.

Già nel 2017 l ’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) affermava che le preparazioni di cannabidiolo puro, con meno dello 0,2% di THC, non devono essere sotto controllo internazionale perché non creano danni né dipendenza.

Mentre in Italia il CBD continua a essere al centro di decisioni normative prive di un solido impianto scientifico, altrove si registra un approccio più razionale e lungimirante. Nel Regno Unito, ad esempio, dove il cannabidiolo ha ottenuto lo status di novel food grazie al suo profilo di sicurezza e tollerabilità, le autorità britanniche hanno aggiornato le linee guida per garantire una maggiore tutela dei consumatori e delle imprese, promuovendo trasparenza, tracciabilità, sicurezza e sviluppo del settore.

Decreto Sicurezza e Cannabis Light – La Relazione della Suprema Corte di Cassazione


Peso 0,20 kg
Dimensioni 10 × 4 × 4 cm

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